Daniel Vigne, « Nuovi studi sulla filosofia sprituale di Lanza del Vasto », conférence à la Journée de commémoration en mémoire de sa naissance (San Vito dei Normanni, Italie, 29 septembre 2008). [pdf]
Nuovi studi sulla filosofia sprituale di Lanza del Vasto
Signore, Signori, cari amici, ci tengo prima di tutto a ringraziare il Comune di San Vito dei Normanni, il Sindaco Antonello Trizza qui presente e l’Assessore alla Cultura Ernesto Marinò, di avermi permesso di partecipare a questa giornata di commemorazione. È un onore poiché scopro grazie a loro la terra natale di un grande uomo che ha giocato un ruolo decisivo nella mia vita. È una gioia, soprattutto, poiché mi sembra che quest’uomo ci riunisca intorno a lui come una grande famiglia per il suo compleanno.
Lei, dottor Manfredi Lanza, che rappresenta fra noi la sua famiglia umana, i suoi parenti di sangue e di storia, ma anche di cultura ed intelligenza – e quale felicità nel renderle omaggio in occasione della pubblicazione di questo prezioso libro. Grazie per il lavoro di memoria, di ricerca, di documentazione biografica, di chiarificazione storica, di cui ci aveva già fatto beneficiare attraverso la pubblicazione delle Lettres de jeunesse dello zio, e che prosegue oggi con la pubblicazione di questo Viatique. Lei è colui che ha conosciuto Lanza del Vasto prima di noi tutti, e quale emozione nell’ascoltarla, ancora ieri, raccontarci le sue prime impressioni di fronte a quello zio pellegrino che tornava dall’India come uno yogin o un fachiro (è l’immagine che aveva nei suoi occhi di bambino) e che la impressionava tanto !
È vero che questo Serviteur de paix, come l’aveva soprannominato Gandhi, era diventato un altro uomo durante questo viaggio. Ritornava latore di un grande messaggio, di un grande progetto : quello della non-violenza vissuta in tutti gli aspetti della vita ; quello di una comunità che testimonierebbe questa “forza della verità” in un mondo di menzogna e di violenza, ossessionato dal profitto. La vostra presenza, signora Michèle Le Bœuf e Anna Massina, è il segno di questa fecondità spirituale. Come componenti dell’Arca, portate sempre la testimonianza dell’impegno risoluto di Lanza del Vasto per un cambiamento dei nostri modi di vita, della nostra organizzazione sociale, dei nostri modi di produzione economica – un cambiamento urgente, prima che sia troppo tardi ! Voi rappresentate fra noi la dimensione profetica dell’opera di Lanza del Vasto. Non è la più facile da portare, da incarnare, ma cosa sarebbe il suo messaggio se restasse un ideale, un sogno ? Grazie a voi per aver scelto di essere suoi discepoli e continuatori, attraverso un impegno concreto e quotidiano. Lunga vita all’Arca ! « Che l’Arca esista », amava dire il suo fondatore – nelle forme e attraverso i sentieri che Dio vorrà, possiamo aggiungere. E visto che festeggiamo oggi S. Michele, perché non chiedergli la sua assistenza speciale nella lotta e nelle difficoltà ? Sancte Michaël, Archangele, defende nos in praelio, ut non pereamus in tremendo judicio, dice l’Alleluia del giorno. È anche la mia preghiera.
Vengo al mio contributo a questa esperienza attiva, a questa fedeltà creatrice al messaggio di Lanza del Vasto, che ognuno di noi può scegliere di vivere a modo suo, se lo desidera. Da parte mia, è dunque sul terreno filosofico che sono stato condotto a far valere il suo pensiero. Certo, quando ho intravisto per la prima volta quarantatré anni fa quell’uomo vestito di bianco, ho visto in lui un maestro di vita, di saggezza, di spiritualità, più di un filosofo nel senso universitario del termine. Avendo vissuto alcuni anni vicino a lui durante la mia gioventù, ammiravo soprattutto il suo insegnamento morale e religioso. Nel 1972 ho persino sospeso gli studi di filosofia per imparare a lavorare con le mani. Ignoravo l’importanza del suo pensiero filosofico che ho scoperto soltanto molto più tardi, nel 1999. Allora ero diventato, nonostante il rifiuto iniziale, professore di filosofia, che insegno a Tolosa, e di teologia. E mi è stata suggerita l’idea di redigere una tesi sul suo pensiero.
Le Università francesi che ho contattato all’epoca si mostravano un po’ reticenti. Lanza era conosciuto come uomo d’azione, ma non come metafisico ! Una sola ha accettato e il suo prestigio mi obbligava a lavorare con serietà e rigore : la Sorbona che s’interessava a Lanza del Vasto, quale occasione unica per farlo conoscere nell’ambito universitario ! Seguirono sei anni di lavoro assiduo fino alla discussione nel 2005. Ma questo lungo sforzo portava in sé la ricompensa : più studiavo i testi, pubblicati o inediti, più ero colpito dalla loro coerenza e dalla loro originalità.
La tesi s’intitola La Relation infinie, titolo che enuncia il principio stesso della sua metafisica. Ne ricordo qui l’assioma principale : « Se tutto è relativo, l’assoluto si pone da sé : è la relazione ». Postulato sorprendente, un po’ sconcertante, che ho visto dispiegarsi in un immenso sistema in cui tutto prende posto : un’estetica, una cosmologia, una logica, un’ontologia e così via ! Come se Lanza avesse trovato là una chiave per comprendere il mondo e la condizione umana nei loro misteri più profondi. Siamo esseri di relazione, l’essere in se stesso è relazione. Tutto è legato, collegato e i legami fra le cose sono ancora più importanti delle cose, perché senza legame con un’altra cosa, una cosa non è niente ! Rifletterete, cari amici, a questa verità di una portata immensa. Indovinate già quanto cambia il nostro sguardo sul mondo. Lo stesso Lanza dice che questa filosofia della relazione fu costantemente all’origine dei suoi pensieri, della sua azione, della sua missione. Quanto al mio lavoro, aveva solo un obiettivo : mostrare alle università francesi che questo pensatore venuto dall’Italia valesse veramente la pena di essere conosciuto e dare loro i mezzi per interessarsi a lui. Poiché credo, osiamolo dire, che Lanza del Vasto abbia dato vita ad una filosofia che la storia riterrà un giorno come uno dei grandi pensieri del XX secolo.
Benissimo, direte, ma Lanza è prima di tutto italiano : il suo pensiero sarà conosciuto anche nel mondo delle università italiane ? Vi tranquillizzo, su questo piano le cose sono su un’ottima strada. L’anno scorso si è tenuto a Pisa, per iniziativa del professor Antonino Drago, un convegno sulla filosofia di Lanza del Vasto al quale partecipavano dodici professori di università italiane – in Francia, oggi avremmo difficoltà a trovarne altrettanti. Fra qualche giorno, il 4 ottobre precisamente, una nuova giornata di studi avrà luogo a Pisa e l’anno prossimo dovrebbe essere organizzato a Roma un convegno su Lanza del Vasto. Due anni fa si è tenuto a Tolosa un convegno intitolato « Lanza del Vasto, un genio per il nostro tempo » al quale hanno partecipato circa 300 persone. Aggiungiamo che quest’estate, l’Arca ha organizzato un’università estiva che ha avuto un reale successo con la partecipazione di 150 persone.
Si, le cose avanzano, in Francia come in Italia, e il Comune di San Vito dei Normanni vi svolge un ruolo sempre più significativo. Ha avuto tante belle iniziative, specialmente dal 2001, data del centenario della nascita del grande uomo. La bella Biblioteca in cui ci troviamo, con tutti i ricordi che conserva, ne è una prova evidente, così come la giornata di studi su Lanza del Vasto e le arti visive, organizzata a settembre 2005. E quale felice sorpresa scoprire qui una scuola che porta il nome di Lanza del Vasto… Non cercava di essere celebre, è evidente, né di piacere al suo tempo. Piuttosto ha subito molte critiche durante la sua vita – non dobbiamo dimenticare questo fatto. Ma oggi è tempo di raccogliere il suo prezioso messaggio. Lavoriamoci insieme !
La mia tesi verrà pubblicata presto in Francia ; spero che segnerà una tappa di questo riconoscimento. In questi giorni, abbiamo riflettuto al progetto di tradurla e di pubblicarla in italiano – cerchiamo per questo traduttori e un editore : se avete qualche idea, non esitate a parlarne con il dott. Marinò ! Un altro progetto sta maturando in seguito alla traduzione pubblicata oggi da Manfredi Lanza : quello di una pubblicazione di viatici inediti, così come delle tesi filosofiche di Lanza del Vasto, senza parlare delle poesie e di altri manoscritti… Come diceva ieri la sig. ra Laura Lanza – nipote del grande uomo, che è anche presente fra noi e che saluto con tanto affetto, ne abbiamo per dieci anni di lavoro ! Non è un’esagerazione.
Permettetemi di dare ancora un altro segno, che sono stato felice di far scoprire al dott. Marinò. Nostra figlia, Yaël, che è professoressa di lettere nel sud della Francia, ha discusso due anni fa una tesi di dottorato in letteratura, che ha ottenuto la più alta valutazione, sulla poesia di Lanza del Vasto. È la prima tesi sull’argomento, ma sono sicuro che non sarà l’ultima su questo autore ! Possiamo, dunque, ciascuno a modo suo, contribuire a far conoscere questa grande e nobile figura di saggezza. Attraverso le nostre origini familiari, il nostro itinerario personale, la nostra appartenenza a questa terra, abbiamo tutti qui qualche legame con lui. E come una filosofia della relatione non potrebbe favorizzare sempre di più, fra noi, questi legami di spirito e di amicizia ?
Scoprendo la vostra bella città di San Vito, visitando « Specchia di Mare », la sua casa natale, ammirando la luce così particolare del vostro paese, mi sono sentito come in famiglia. La gentilezza estrema dei nostri ospiti, che ringrazio ancora una volta, conta evidentemente molto. Ma in maniera più profonda, sono certo che la grande anima di Lanza del Vasto, di Shantidas, come lo chiamavamo quando vivevamo con lui, ha benedetto questo incontro e lo farà fruttificare. Lunga vita alla sua opera ! Lunga vita alla sua memoria !
Texte en français
Mesdames, Messieurs, chers amis, je tiens avant tout à remercier la Mairie de San Vito dei Normanni, Monsieur le Maire Antonello Trizza ici présent et Monsieur le Délégué à la culture Ernesto Marinò, de m’avoir permis de participer à cette journée de commémoration. C’est un honneur, car je découvre grâce à eux la terre natale d’un grand homme qui a joué un rôle décisif dans ma vie. C’est une joie, surtout, car il me semble que cet homme nous rassemble autour de lui comme une grande famille pour son anniversaire.
Vous, M. Manfredi Lanza, qui représentez parmi nous sa famille humaine, ses proches par le sang et par l’histoire, mais aussi par la culture et l’intelligence – et quel bonheur de vous rendre hommage à l’occasion de la publication de ce précieux livre. Merci pour le travail de mémoire, de recherche, de documentation biographique, de clarification historique, dont vous nous aviez déjà fait bénéficier par la publication des Lettres de jeunesse de votre oncle, et que vous prolongez aujourd’hui par la publication de ce Viatique. Vous êtes celui qui a connu Lanza del Vasto avant nous tous, et quelle émotion de vous entendre, hier encore, nous raconter vos premières impressions face à cet oncle pèlerin qui revenait des Indes, comme un yogi ou un fakir (c’était l’image qu’il avait dans vos yeux d’enfant), et qui vous impressionnait tant !
Il est vrai que ce Serviteur de paix, comme l’avait surnommé Gandhi, était devenu un autre homme pendant ce voyage. Il revenait porteur d’un grand message, d’un grand projet : celui de la non-violence vécue dans tous les aspects de la vie ; celui d’une communauté qui témoignerait de cette « force de la vérité » dans un monde de mensonge et de violence, obsédé par le profit. Votre présence, Mme Michèle Le Bœuf et Mme Anna Massina, est le signe de cette fécondité spirituelle. Comme membres de l’Arche, vous portez aujourd’hui le témoignage de l’engagement résolu de Lanza del Vasto pour un changement de nos modes de vie, de notre organisation sociale, de nos modes de production économique – un changement urgent, avant qu’il ne soit trop tard ! Vous représentez parmi nous la dimension prophétique de l’œuvre de Lanza del Vasto. Ce n’est pas la plus facile à porter, à incarner, mais que serait son message s’il restait un idéal, un rêve ? Merci à vous d’avoir choisi d’être ses disciples et ses continuateurs, par un engagement concret et quotidien. Longue vie à l’Arche ! « Que l’Arche soit », aimait à dire son fondateur – sous les formes et par les chemins que Dieu voudra, pouvons-nous ajouter. Et si nous fêtons aujourd’hui Saint Michel, pourquoi ne pas lui demander son assistance spéciale dans le combat et les difficultés ? Sancte Michaël, Archangele, defende nos in praelio, ut non pereamus in tremendo judicio, dit l’Alleluia de ce jour. C’est aussi ma prière.
J’en viens à ma propre contribution à cette espérance active, à cette fidélité créatrice au message Lanza del Vasto, que chacun de nous peut choisir de vivre à sa manière, s’il le désire. Pour ma part, c’est donc sur le terrain philosophique que j’ai été amené à faire valoir sa pensée. Certes, lorsque j’ai aperçu pour la première fois, il y a quarante-trois ans, cet homme vêtu de blanc, j’ai vu en lui un maître de vie, de sagesse, de spiritualité, plus qu’un philosophe au sens universitaire du terme. Ayant vécu quelques années auprès de lui pendant ma jeunesse, j’admirais surtout son enseignement moral et religieux. En 1972, j’ai même arrêté des études de philosophie pour apprendre à travailler de mes mains. J’ignorais l’importance de sa pensée philosophique, que je n’ai découverte que beaucoup plus tard, en 1999. J’étais alors devenu, malgré mon refus initial, professeur de philosophie, que j’enseigne à Toulouse, ainsi que de théologie. Et l’idée m’a été suggérée, de rédiger une thèse sur sa pensée.
Les Universités françaises que j’ai alors contactées se montraient étonnées et réticentes. Lanza était connu comme homme d’action, mais pas comme métaphysicien ! Une seule a accepté, et son prestige m’obligeait à travailler avec sérieux et rigueur : la Sorbonne s’intéressant à Lanza del Vasto, quelle occasion unique de le faire connaître dans le milieu universitaire ! S’ensuivirent six années de travail assidu, jusqu’à la soutenance en 2005. Mais ce long effort portait en lui-même sa récompense : plus j’étudiais les textes, publiés ou inédits, plus j’étais frappé par leur cohérence et leur originalité.
La thèse s’intitule La Relation infinie, titre qui énonce le principe même de sa métaphysique. J’en rappelle ici l’axiome principal : « Si tout est relatif, l’absolu par soi-même se pose : c’est la relation ». Postulat étonnant, un peu déconcertant, que j’ai vu se déployer dans un immense système où tout prend place : une esthétique, une cosmologie, une logique, une anthologie, et j’en passe ! Comme si Lanza avait trouvé là une clé de compréhension du monde, de la condition humaine et des mystères les plus profonds. Nous sommes des êtres de relation, l’être lui-même est relation. Tout est lié, relié, et les liens entre les choses sont encore plus importants que les choses, parce que sans lien avec autre chose, une chose n’est rien ! Vous réfléchirez, chers amis, à cette vérité d’une portée immense. Vous devinez déjà qu’elle change notre regard sur le monde. Lanza lui-même dit que cette philosophie de la relation fut constamment à la source de ses pensées, de son action, de sa mission. Quant à mon travail, il n’avait qu’un seul but : montrer aux universitaires français que ce penseur venu d’Italie vaut vraiment la peine d’être connu, et leur donner les moyens de s’intéresser à lui. Car je crois, osons le dire, que Lanza del Vasto a donné naissance à une philosophie que l’histoire retiendra un jour comme une des grandes pensées du XXe siècle.
Fort bien, direz-vous, mais Lanza est avant tout italien : sa pensée sera-t-elle connue aussi dans le monde des universités italiennes ? Je vous rassure, sur ce plan les choses sont en très bonne voie. L’an dernier s’est tenu à Pise, à l’initiative du professeur Antonino Drago, un colloque sur la philosophie de Lanza del Vasto auquel participaient douze professeurs d’universités italiennes – en France, nous aurions aujourd’hui du mal à en trouver autant. Dans quelques jours, le 4 octobre exactement, une nouvelle journée d’étude se tiendra à Pise, et l’année prochaine devrait être organisé à Rome un colloque sur Lanza del Vasto. Il y a deux ans s’est tenu à Toulouse un colloque intitulé « Lanza del Vasto, un génie pour notre temps » auquel ont participé près de 300 personnes. Ajoutons que cet été, l’Arche a organisé une université d’été qui a eu un réel succès, avec la participation de 150 personnes.
Oui, les choses avancent, en France comme en Italie, et la Mairie de San Vito y joue un rôle de plus en plus significatif. Elle a eu tant de belles initiatives, spécialement depuis 2001, date du centenaire de la naissance du grand homme. La belle Bibliothèque où nous nous trouvons, avec tous les souvenirs qu’elle conserve, en est une preuve manifeste, ainsi que la journée d’études sur Lanza del Vasto et les arts visuels » organisée en septembre 2005. Et quelle heureuse surprise de découvrir ici une école portant le nom de Lanza del Vasto… Il ne cherchait pas être célèbre, cela est évident, ni à plaire à son époque. Il a plutôt subi, pendant sa vie, beaucoup de critiques – nous ne devons pas oublier ce fait. Mais il est temps aujourd’hui de recueillir son précieux message. Travaillons-y ensemble !
Ma thèse va bientôt paraître en France ; j’espère qu’elle marquera une étape de cette reconnaissance. Ces jours-ci, nous avons réfléchi au projet de la traduire et de la publier en italien – nous cherchons pour cela des traducteurs et un éditeur : si vous avez des idées, n’hésitez pas à en parler à M. Marinò ! Un autre projet est en train de mûrir, dans la suite de la traduction aujourd’hui publiée par M. Manfredi Lanza : celui d’une publication des Viatiques inédits, ainsi que des thèses philosophiques de Lanza del Vasto, sans parler des poèmes et d’autres manuscrits… Comme le disait hier Mme Laura Lanza – nièce du grand homme, qui est aussi présente parmi nous et que je salue de tout cœur –, nous en avons pour dix ans de travail ! Ce n’est pas une exagération.
Permettez-moi d’en donner encore un signe, que j’ai été heureux de faire découvrir à M. Marinò. Notre propre fille, Yaël, qui est professeur de lettres dans le sud de la France, a soutenu il y a deux ans une thèse de doctorat en littérature, qui obtenu la plus haute mention, sur la poésie de Lanza del Vasto. C’est la première thèse sur ce sujet, mais je suis sûr que ce ne sera pas la dernière sur cet auteur ! Puissions-nous donc, chacun à notre manière, contribuer à faire connaître cette grande et noble figure de sagesse. Par nos origines familiales, par notre itinéraire personnel, par notre appartenance à cette terre, nous avons tous, ici, quelque lien avec lui. Comment une philosophie de la relation pourrait-elle ne pas développer encore plus, entre nous, ces liens d’esprit et d’amitié ?
En découvrant votre belle ville de San Vito, en visitant « Specchia di Mare », sa maison natale, en admirant la lumière si particulière de votre pays, je me suis senti comme en famille. La gentillesse extrême de nos hôtes, que je remercie encore une fois, y est évidemment pour beaucoup. Mais plus profondément, je suis certain que la grande âme de Lanza del Vasto, de Shantidas, comme nous l’appelions quand nous vivions avec lui, a béni cette rencontre et lui fera porter du fruit. Longue vie à son œuvre ! Longue vie à sa mémoire !
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